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BASILICA DI COSTANTINO (KONSTANTINBASILIKA)

Basilica di Costantino
Basilica di Costantino: l´antico muro di lunghezza occidentale
1)Abside, torre a scala e muro di lunghezza occidentale
Abside, torre a scala e muro di lunghezza occidentale
Abside lato nord
Pareti esterne dell´abside dal lato nord-orientale con fori inclusi
Scale occidentale con accessi alle gallerie e alle finestre
Tromba delle scale occidentale con accessi alle gallerie e alle finestre
Fundamente der westlichen Vorhalle mit Apsis
Fonadamenta dell´atrio della Palastaula: abside nel lato occidentale
Fundamente der westlichen Vorhalle mit Apsis
Basilica di Costantino e ali meridionali del palazzo dei Principi Elettori visti dal Giardino del Palazzo (Palastgarten)
Pianta del muro della Basilica
Pianta del muro della Basilica e parti dell´Hypokausthaizung (tipo di riscaldamento), legenda nell´ingrandimento della figura.
Pianta orizzontale dell´antico muro occidentale con Hypokaustheiztechnik
Pianta orizzontale dell´antico muro occidentale con Hypokaustheiztechnik (tecnica di riscaldamento Hypokaust) e fortificazione delle gallerie, foto da vedere tenendo conto dell´ingrandimento dell´immagine

ORIGINE DELLA BASILICA DI COSTANTINO

La basilica situata nell´aerea del palazzo di Treviri, dal 293 d. C., residenza dell´imperatore e centro della politica romana, serví dall´inizio del IV secolo da salone reale, fu cioè un aula del palazzo usata a scopo rappresentativo. Purtroppo non è dato di sapere la data precisa in cui l´aula venne fatta costruire, se ciò accadde al tempo dello zelante costruttore Gaius Valerius Diocles (Diocleziano, imperatore dal 284-305) o piú tardi al tempo di Costantino. I seguenti indizi lasciano supporre una costruzione al tempo dell´imperatore Gaius Flavius Valerius Constantinus (Costantino detto il Grande 306 – 337):
  • Il mattone utilizzato per la costruzione, il quale porta il marchio di una fabbrica di laterizi che rifornì anche il cantiere Kastel Deutz databile con certezza al 310 d. C.
  • Una moneta di bronzo del 305 d.C. nascosta all´interno del muro dell´atrio della Palastaula, che venne scoperta durante gli scavi.
  • Il panegirico (elogio) di Eumenius von Autun rivolto all´imperatore Costantino e tenutosi nel 310 d.C.

BASILICA (PALASTAULA)

L´edificio ricevette il nome di Basilica dallo studioso del posto Johannes Steiner nel XIX secolo in riferimento al tramandato panegirico di Eumenius von Autun, letto ad alta voce alla presenza dell´imperatore Costantino. Nell´entusiasmo per il fiorire della residenza dell´imperatore a Treviri l´oratore vede (e descrive) "la Basilica con il Forum, un cantiere reale" ("video basilicas et forum, opera regia" v. Panegyr. VI 22 ed. Baehrens). Poiché però anche le chiese evangeliche vennero denominate "Basiliche", tale costruzione venne in seguito chiamata Palastaula (aula palatina, palatium), nome che caratterizzava gli edifici profani romani.

LA COSTRUZIONE

L´edificio rettangolare senza colonne che si estende da sud a nord ospitando oggi la Palastaula con le sue misure (67 m di lunghezza, 27,5 m di larghezza, 30 m di altezza) rappresenta una costruzione a nord delle alpi unica nel suo genere. Il muro di cinta è costituito interamente di mattoni e malta e considerando anche la sporgenza dei pilastri esterni esso ha uno spessore di 2,7 m alla base e di 3,4 m all´estremo opposto su un´altezza di 30 m. Il muro poggia su fondamenta di calcestruzzo di 4 metri di ampiezza e 4-6 di profondità.
I romani impiegarono sempre più spesso il calcestruzzo (opus caementitium) per la costruzione, un miscuglio di calce fatta cuocere, acqua e sabbia (mortar = malta) e sassi grezzi. Il motivo risiede nelle sue proprietà di resistenza e insieme anche di malleabilità. L´utilizzo di questa malta per consentire il consolidamento del laterizio risale al primo paleolitico e con l´aggiunta della roccia vulcanica venne migliorato con i Fenici cosicché il calcestruzzo possa indurire anche sott´acqua. Introdotto nell´impero romano mediante i greci, questo materiale da costruzione così flessibile e facilmente applicabile costituì le fondamenta dell´architettura imperiale romana, sia per quanto concerne gli acquedotti (v. il Pont du Gard, a sud della Francia), che per le terme (v. le Terme Imperiali a Treviri), i templi (v. Pantheon a Roma), le fognature e le strutture portuali.
L´abside che si estende al lato nord (con arco greco), una costruzione a nicchia annessa al resto dell´edificio con diametro di 18 m, venne dotata di due torri con scala sul fianco esterno a forma fusolare e con scalini costituiti da piastre di mattoni. Dagli accessi del lato esterno del muro a nord le scale a chiocciola conducono alle gallerie all´altezza di entrambe le file di finestre del muro di lunghezza e fino all´estremitá superiore del muro.
Le gallerie erano una costruzione in legno triangolare attaccate al lato esterno dell´abside e lungo il muro di lunghezza al di sotto delle due file di finestre della Palastaula. Esse servivano per l´apertura, la chiusura e la manutenzione delle finestre e mediante il loro rivestimento esterno davano l´impressione di un cornicione massiccio che strutturava la costruzione in senso verticale. La parte della Basilica un tempo ricoperta di uno strato di intonaco in calcestruzzo di colore bianco-verde era lasciata come superficie libera fino all´altezza delle gallerie, laddove dopo il degrado di queste ultime nel corso del secolo la pietra si deteriorò diventando nera. Per questo motivo ancora oggi, nonostante le diverse stesure di intonaco passate successivamente, è facilmente riconoscibile l´effetto del deterioramento delle gallerie sul muro occidentale nella striscia scura orizzontale al di sotto delle finestre.
Nell´estremitá a sud tre portali collegavano la Basilica con un atrio dal rivestimento in marmo e il pavimento dotato di riscaldamento. Di questo solo le fondamenta testimoniano che l´atrio venne distrutto nel XVII secolo per consentire la costruzione del palazzo della curia principesca. Si trattava di un grande atrio che si estendeva in lunghezza da est ad ovest con un´abside di 11 m di diametro all´estremitá occidentale.
Il visitatore che entrava pertanto dall´atrio doveva attraversare 84 m del lungo edificio qualora intendesse raggiungere l´abside della Palastaula. Sotto i suoi piedi si trovavano lunghe piastrelle di marmo a esagoni neri e triangoli bianchi. Il riscaldamento collocato là sotto (= mediante l´aria calda riscaldava il muro in ceramica) riscaldava l´enorme sala:
  • cinque stufe per il riscaldamento (praefurnien) distribuite sul lato esterno della Palastaula convogliavano l´aria calda mediante canali di riscaldamento rivestiti di pietra pomice attraverso il muro nelle fondamenta della Palastaula nelle stanze sotto il pavimento di marmo.
  • Queste camere calde sotterranee erano cavità riempite da migliaia di piccole colonne dell´altezza di 1,3 m costituite di piastre di mattoni quadrate che sorreggevano il pavimento di marmo dell´antico atrio. Così suddiviso in tre stanze sotterranee, nella sezione a nord e in quella a sud, così come nell�abside, il riscaldamento della Palastaula era facilmente regolabile. L´aria calda saliva verso l´alto da tali stanze al lato interno del muro romano attraverso delle cavità (tubuli) collocate dietro il rivestimento di marmo del muro fino a dei tubi di raccordo che scorrevano in senso orizzontale.
  • Dal collegamento trasversale sul lato interno i gas di combustione uscivano all´esterno mediante canali per la ritenuta dell´aria. Questi camini perforano ognuna delle colonne del muro di lunghezza all´altezza dei davanzali delle finestre della fila più vicina a terra e convogliano le emissioni gassose al disopra della galleria verso l´esterno.
Dietro l´arco di trionfo, ad un´altezza di 28 m l´osservatore vede l´abside. Le finestre mediane e le nicchie dell´abside sono più piccole di quelle su entrambi i lati dell´abside e rafforzano così volutamente l´effetto prospettico della lunghezza dell´atrio del palazzo. L´individuo che si vedeva pertanto minuscolo nell´enorme stanza doveva rimanere impressionato dalla potenza del signore imperatore, il quale, con il suo cortile nell´abside dagli splendidi colori, sedendo su una tribuna, consentiva una sua udienza all´antico visitatore.

STORIA

In realtà l´imperatore Costantino risiedette in diverse città: Treviri, Arles, Milano e altre ancora, tuttavia la zona del Palazzo di Treviri era quella meglio costruita.
Nel 330 d.C. Costantino spostò definitivamente la sua città di residenza a Costantinopoli (Istambul). Con ciò Treviri perdette per sempre il suo significato di centro politico del mondo conosciuto.
Dopo le invasioni del V secolo Treviri cadde sotto il dominio francese. Sotto l´amministrazione del Gaugrafen il palazzo andò in rovina: galleria e tetto crollarono e il muro di cinta del palazzo servì da cortile chiuso per le abitazioni e le scuderie.
Sulla parete esterna del muro occidentale nella prima metà dell´VIII secolo venne costruita la chiesa di Lorenzo (Laurentiuskirche).
Divenuto possesso della chiesa nel Medioevo, i vescovi di Treviri si trasferirono provvisoriamente dietro il maestoso muro del palazzo, per proteggersi dagli aggressori in caso di guerra. Così l´arcivescovo eletto Adalbero di Lussenburgo che nel 1008 si poté trincerare con successo dietro le mura del palazzo per difendersi dall´ esercito del re Enrico II. Adalbero abdicò però lo stesso in favore del candidato favorito di Enrico, ossia il vescovo Megingaub.
Arnold II von Isenburg e il suo successore consolidarono ulteriormente il palazzo come piazzaforte con quattro piccole torri di ricognizione e cantine di vino.
Il principe elettore Lothar von Metternich (1599-1623) volle integrare la Palastaula a costituire uno dei quattro fianchi del palazzo del principe elettore. A causa della durezza del muro furono bloccati i lavori di demolizione della parete a est e a sud. Solo il suo successore Philipp Christoph von Sötern (1623-1651) portó a termine l´opera di demolizione e di ricostruzione cosicché al posto della Palastaula dello spessore allora di 27 m sorgeva ora un fianco della residenza di tre piani dello spessore di 9 m. che integrava il muro occidentale e l´abside.
Nel corso della secolarizzazione (= laicizzazzione, separazione dello stato dal legame con la chiesa) nell´anno 1803 la chiesa di san Lorenzo fu staccata dalla parete occidentale del palazzo.
Nel 1810 i francesi utilizzarono il palazzo come ospedale militare e come caserma e nel 1814 l´esercito prussiano subentrò nella gestione del palazzo.
Per insufficienza di locali per la comunità della chiesa evangelica Federico Guglielmo IV re di Prussica decise di far riportare la Palastaula di Costantino alla sua condizione originaria: le mura a est e a sud sorgevano sui resti delle antiche mura, solo alcuni dei progetti e delle annotazioni degli antichi reperti vennero eseguiti. Federico Guglielmo IV prese parte di persona alla festa per la consacrazione della Basilica a Treviri il 28 settembre 1856.
Le bombe incendiarie durante la seconda guerra mondiale distrussero di nuovo il 14 agosto 1944 una grossa parte della Basilica che tuttavia a seguito della sua ricostruzione nel 1956 aprì le proprie porte in qualità di chiesa evangelica.

FONTI/LETTERATURA

  • Ministerium für Untericht und Kultur (Hrsg.): "Die Basilika in Trier" ("La Basilica a Treviri"), 1956, 73 pagine.
  • Zahn, Eberhard: "Die Basilika in Trier", Trier 1991, 87 pagine.
Per la realizzazione della pagine e per il testo: Yorck von Wartenburg, Marcus
Spunti e commenti: Spunti e commenti
Innenansicht der Palastaula, Blick nach Norden
Interno della Palastaula nelle ore del mattino con abside a nord

Öffnungszeiten

Basilica di Costantino 1 novembre - 31 Marzo giorni lavorativi
11:00 - 12:00

15:00 - 16:00
domenica
12:00 - 13:00
1 aprile - 31 ottobre giorni lavorativi
10:00 - 18:00
domenica:
12:00 - 18:00




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